Benvenuti nel blog del Comitato per il Parco Pubblico di Pomigliano d’Arco

Su iniziativa di un gruppo di cittadini si è costituito il Comitato per il Parco Pubblico di Pomigliano, con l’intento di tutelare un patrimonio collettivo unico per la Città.
L’esistenza del Parco Giovanni Paolo II è infatti messa a rischio dal progetto dell’amministrazione comunale definito di “riqualificazione”, ma che in realtà ne stravolgerà completamente l’aspetto e la finalità ludico-naturalistica. La costruzione di un centro benessere, piscina, campi di calcetto e di tennis e ben 400 box auto, metà dei quali da vendersi a privati: sono questi gli interventi che l’amministrazione intende realizzare nell’attuale area del Parco, consegnando di fatto alla gestione dei privati pezzi del patrimonio comunale.

L’intento del Comitato è di riuscire a coinvolgere il maggior numero di cittadini e di riunire le forze positive presenti sul territorio intorno all’impegno di salvaguardare il Parco pubblico e di promuoverne una reale e necessaria riqualificazione, richiamando l’amministrazione al proprio dovere di gestire e tutelare un tale Bene Comune, che versa oramai in uno stato di degrado e di abbandono non più tollerabile.

Intorno al Parco mancano i contenuti

Lo avete visto il Parco Pubblico di Pomigliano addobbato a festa dalla nostra Amministrazione?
Un po’ di pacchetti luminosi e luccicanti che illuminano la rotonda sono la massima espressione di festa che sfiora l’area che una volta apparteneva ad un parco pubblico urbano e che oggi è esattamente come ciò che la nostra Amministrazione vuole che appaia.
Chi entra o esce da Pomigliano da uno degli snodi di traffico stradale più rilevanti sul territorio passa senza saperlo ai confini del parco urbano più grande del sud Italia.
Quello che vedono però è appunto una rotonda (meno male!) o un grosso distributore di carburanti.
Il resto di quell’area cos’è ormai?
Dovrebbe essere il risultato dello sforzo dei nostri amministratori che da almeno due anni si adoperano per riflettere nel parco pubblico i frutti della cultura dell’aggregazione e dell’ambiente.
Complimenti davvero per l’impegno, ma i fatti dimostrano che i passanti non ci vedono nulla di rilevante o, se vedono qualcosa, quel qualcosa non va oltre delle vetrate consumate in una struttura d’acciaio arrugginita.
E sia che ci vedano il nulla, sia che ci vedano la decadenza vuol dire che gli effetti che avrebbero dovuto seguire le dichiarazioni sono ben lontani dal risultato che tutti ci siamo sempre augurati!
Questo Comitato è attento e vigile su tutte le evoluzioni che (non) avvengono nel Parco e nell’ultima più recente nostra sollecitazione al Sindaco non si nasconde il timore che la riqualificazione del nostro parco possa essere diventata solo una chiacchiera. I fatti che si rilevano e i tempi lunghi con cui si susseguono le vicende non contribuiscono a fugare i dubbi.
Lo scorso Venerdì 6 Dicembre abbiamo protocollato un’altra richiesta per la quale reclamiamo una risposta scritta che riporti nero su bianco i numeri e lo stato legale di alcune scottanti questioni per le quali è d’obbligo fare chiarezza.

I dati e le informazioni che i cittadini hanno il diritto di conoscere sono:

- cantiere della struttura centrale: situazione legale e contrattuale, stato di avanzamento dei lavori;
- stato manutentivo ed opere urgenti di riqualificazione per il Parco;
– stato di acquisto delle “giostrine”, come annunciato dall’Amministrazione tempo addietro;
- vigilanza privata per il parco: condizioni contrattuali, compiti ed efficacia;
- aggiornamento sulla situazione catastale e sulle problematiche demaniali del Parco.

Ci auguriamo di ricevere (e condividere) presto risposte esaustive e che l’Amministrazione regali già per Natale e nei fatti al nostro parco la garanzia di un futuro certamente migliore.

Il Natale a Pomigliano non passa per il Parco

La nostra amministrazione ha rimandato il Natale al parco Pubblico.
Una sola luce accesa di sera illumina il fantasma di una struttura centrale.
Ma ci sono luci e luci.
Quelle colorate a led si fermano a brillare sulla Pomigliano che conta. Al Parco andrebbero sprecate.
Pochi ci vanno di giorno, nessuno ci passeggia di sera: che le mettiamo a fare? avrà pensato qualcuno.
Ma allora il parco davvero non è più nulla se a Natale, in un calendario di eventi che va dal 1 Dicembre a 6 Gennaio 2014, non si riesce a trovare un solo appuntamento per portarci un po’ di interesse ed animazione?
Ricordiamo che il Parco Pubblico, patrimonio della città di Pomigliano d’Arco, è oggetto in questo momento di una “Manifestazione di Interesse”.

Si parla di condivisione e diffusione delle idee della progettazione partecipata ma non si trovano mai spazi adeguati per presentarle al pubblico.
Il Comitato è deluso dall’atteggiamento ambiguo e dai ritardi cronici che puntualmente seguono le dichiarazioni di intenti dell’amministrazione.
Il Natale poteva essere uno straordinario momento di promozione della stessa e si poteva pensare ad esempio ad una mostra col materiale della progettazione partecipata.
Resta il rammarico per l’ennesima occasione persa del Parco di Pomigliano che dal 28 Gennaio 2012 è più sgarrupato di due anni.
L’alunno nel famoso tema scriveva “Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene neanche la casa sgarrupata, e perciò non ci dobbiamo lagniare: il Terzo Mondo è molto più terzo di noi!“.
E’ questa la risposta che dovrebbero dare le mamme ai bambini che entrano nel nostro sgarrupato Parco Pubblico?

Ci chiediamo senza retorica come l’Amministrazione intende far ridiventare, nei prossimi mesi, uno dei fiori all’occhiello della città il Parco pubblico, come dichiarato dal Sindaco stesso ad Ottobre dell’anno scorso in occasione dell’istituzione del servizio di vigilanza nel parco che non ha fatto cessare gli atti di vandalismo.

La Partecipazione come placebo

La Partecipazione come placeboI cittadini di Pomigliano possono ancora dire di avere un parco pubblico. E meno male.
Un parco grande non lo cancelli facilmente per rimpiazzarlo con qualcos’altro, lo sanno tutti.
A cominciare dagli amministratori locali che dopo averlo partorito, ignorandone la preziosità, se ne sono presto sbarazzati consegnandolo ad un sonno senza tempo, impedendo che il parco grande diventasse un grande parco.
Questa condizione ha creato uno stato di necessità la cui soluzione non è mai stata la soluzione del parco quanto piuttosto la soluzione dell’amministrazione al problema-parco.
Il parco visto come problema (di bilancio) da risolvere ad ogni costo.
Un prezzo da pagare con la privatizzazione e il cambio di destinazione d’uso di gran parte dei suoi spazi verdi.
Il Comitato, i cittadini e le associazioni in un lungo e travagliato confronto con l’amministrazione hanno ottenuto come migliore risultato quello di far cestinare il project finacing Jessica per un progetto più condiviso.
Da questo concetto l’idea di una Progettazione Partecipata che ha dato a tutti l’impressione che si fosse imboccata la strada giusta per svegliare il parco.
Invece no.
Facendo semplicemente nulla di immediatamente utile, in un silenzio assordante, questo immenso spazio verde, sotto gli occhi di tutti, è stato svuotato di dignità e di interessi.
Dall’inverno del 2011 alla nostra amministrazione è bastato annunciare l’avvio della Partecipazione come cura a tutti i mal di pancia per poi somministrarla a piccole dosi ai cittadini attraverso incontri, incarichi, riunioni e sopralluoghi.
Da allora quell’inverno non è mai diventato nemmeno una breve tiepida primavera e i mal di pancia vanno e vengono.
Tornano soprattutto quando si vede spendere denaro che per il parco non c’è ma c’è per sostituire con urgenza panchine per riqualificare una strada (oltre 20 mila euro) o per gli allestimenti di una rotonda (10 mila euro) oppure per riqualificare l’area antistante il Palazzo municipale (oltre 200 mila euro)…
I soldi non ci sono. I dottori invece sono tanti che studiano come far passare questi doloretti ma non parlano. Forse per non spaventare, forse perché non vogliono illudere il paziente.
Ed in attesa della cura, ogni tanto arriva la pillola: un annuncio, una dichiarazione, un incontro, una promessa…
Il tempo passa, i bambini giocano altrove ma il parco pubblico è sempre là che, indifeso dai soprusi e dalle bugie, aspetta un intervento di riqualificazione che non arriva mai mentre aumentano il livello di incuria e degrado e il dolore dei cittadini.

Demolizione Partecipata del Parco Pubblico

19740115_zBlLPuq_1371545115Oggi vi raccontiamo una storia, il titolo è “Demolizione Partecipata del Parco Pubblico”.
C’era una volta un parco, uno dei più grandi del sud Italia e ispirato ai grandi parchi europei.
Esso offriva ai cittadini, non solo pomiglianesi, spazi verdi per giocare, divertirsi, rilassarsi, svagarsi e godere della natura in sicurezza e tranquillità. Offriva la possibilità di organizzare grandi eventi culturali, musicali e sportivi, di aggregare, di educare attraverso la cultura del rispetto dell’ambiente e degli spazi pubblici a misura di cittadino.
Nel bene e nel male, tra critiche e complimenti, il parco era IL Parco dei Cittadini.
L’abbandono, l’incuria, i contratti a perdere e il disinteresse delle Amministrazioni hanno spazzato via questa bellezza, restituendo a Pomigliano il parco come lo vediamo oggi.
Nel 2012 un gruppo di cittadini, il Comitato per il Parco Pubblico, ha deciso di occuparsi dell’area difendendola dalle aspirazioni speculative della maggioranza arrivando a consegnare all’amministrazione un Piano di recupero del Parco assolutamente realistico e realizzabile.
Poteva bastare il Piano Altervativo del Comitato dei cittadini per iniziare a smetterla con le chiacchiere ma ai dati forniti, sebbene nessuno mai li abbia contestati, mancava un percorso istituzionale che lo avvalorasse agli occhi dell’amministrazione.
E così da un valido Piano di Riqualificazione e Gestione del Parco, il Comitato è passato a lavorare e promuovere un Percorso di Progettazione Partecipata, con cui i cittadini avrebbero deciso le sorti del proprio parco, progettandone insieme la riqualificazione.
L’Amministrazione finalmente coglie l’opportunità e dà inizio nel Gennaio 2012, dopo varie sollecitazioni e incontri formativi organizzati dal comitato, al PERCORSO di PROGETTAZIONE PARTECIPATA del Parco Pubblico.
E dopo più di un anno, cosa ne è stato? chi conosceva questa iniziativa dell’Amministrazione?
Purtroppo l’esito di questo Percorso è sintomatico del valore che questa Amministrazione dà alla Partecipazione e alla volontà dei cittadini.
Le scarsissime risorse messe a disposizione dei tecnici incaricati e l’esigua comunicazione effettuata, con conseguente scarso numero di cittadini informati hanno vanificato l’attivismo dei mesi precedenti ma anche la buona volontà di dare fiducia a questa Amministrazione.
Il Comitato Per il Parco Pubblico ha richiesto più volte di rendere pubblici i risultati di questi incontri di Progettazione Partecipata, discutendo in maniera assembleare con la cittadinanza le scelte fatte dai partecipanti (circa 40) così da comunicare il progetto da attuare e verificare che le idee dei cittadini fossero effettivamente rappresentate.
E invece l’Amministrazione ha deciso di procedere da sola verso quei finanziamenti (fondi Jessica) già una volta attaccati dai cittadini e che esigono, per essere erogati, un progetto finanziariamente appetibile, aspetto che certo non interessa ai fruitori del parco.
E nel frattempo cosa accade? Basta fare una passeggiata al parco per capirlo.
Al di fuori della vegetazione lussureggiante, fortunatamente curata dalla buona volontà di un impiegato comunale, il parco appare devastato: le strutture perimetrali, “serre”, sono cadenti e ricettacolo di ogni tipo di pericolo, dai rifiuti ai cocci di vetro; la struttura occupata dall’Applauso è compromessa totalmente e non è in sicurezza; assi divelte, muretti e pavimentazioni danneggiati; un cantiere abbandonato al posto della struttura centrale.
E’ in atto un vero e proprio progetto di Demolizione Partecipata del Parco Pubblico: l’Amministrazione ha deciso di abbandonare il parco al suo destino, destinandolo alla dismissione.
Tutto quello che viene rovinato dall’incuria e dal vandalismo non viene riparato o sostituito, ma rimosso, come i gazebo in legno, le giostrine danneggiate, le panchine.
E’ in corso un vero e proprio processo di smantellamento in attesa che l’area diventi campo neutro per un progetto di trasformazione più sostanziale, magari destinandolo a nuova funzione come un centro sportivo o un centro servizi, come il vecchio progetto Jessica tanto contestato (piscine, campi da gioco, box auto).
Noi cittadini abbiamo atteso “pazientemente” l’esito del percorso di progettazione partecipata e abbiamo chiesto ripetutamente interventi di manutenzione affinché il parco potesse essere fruito in sicurezza e fosse garantita la sopravvivenza nel tempo.
Abbiamo chiesto “attenzione” per questo Bene Comune e un minimo di risorse, le stesse che questa Amministrazione preferisce dirottare altrove.
Quale sarà la fine di questa storia? Assisteremo allo smantellamento definitivo del parco? Lo vedremo trasformato in un centro servizi gestito da privati? Assisteremo alla morte di questo polmone verde oppure vedremo la rinascita del parco Pubblico? Il lieto (o drammatico) finale sarà scritto da questa amministrazione?
A questo punto il Comitato non può più confidare nella disponibilità più volte decantata e mai concreta e risolutiva.
Le ultime pagine di questa storia non sono state ancora scritte.
Alcune righe verranno prese da questo blog altre da quei cittadini che chiedono solo di Partecipare come se tutto non fosse già stato scritto in una stanza da una sola mano.