Le diverse ipotesi progettuali sul futuro del Parco, partendo da strade diverse, lo scorso sabato sono finalmente convogliate e venute a confronto nella massima assise cittadina. Un risultato significativo per i cittadini del Comitato, che dopo un anno di intenso lavoro per contrastare l’ipotesi di un intervento fortemente invasivo e snaturante sul Parco, hanno ottenuto che si riaprisse il dibattito su un tema così importante.
La seduta pubblica del Consiglio comunale è stata per il Comitato una nuova occasione per presentare il proprio Piano alternativo di riqualificazione, ma soprattutto per aprire ad una dimensione partecipativa più ampia, proponendo un percorso che coinvolga, insieme all’amministrazione, tutta la cittadinanza e i soggetti interessati a disegnare insieme il futuro dell’area verde.
Un ulteriore passo in avanti nel cammino del Comitato che, pur avendo sancito le proprie linee guida nel Piano alternativo, ha ribadito di non volersi arrogare il diritto a scelte progettuali sul Parco, evidenziando che solo un progetto che nasca dalla partecipazione più ampia possibile potrà esprimere compiutamente la visione dei cittadini sul proprio Parco.
Al susseguirsi degli interventi di consiglieri, assessori e cittadini si è delineata la visione prevalente di voler salvaguardare l’icona verde di Pomigliano, senza metterne in discussione la natura pubblica e la vocazione naturalistica. Dopo dieci anni in cui poco o nulla è stato fatto, è emersa l’urgenza di trovare una strada per tornare a restituire dignità al Parco Giovanni Paolo II, recuperandolo ad un rapporto “affettivo” con la città e, perché no, facendone il vero fiore all’occhiello.
Uno dei punti nodali risiede nella destinazione d’uso delle strutture presenti nel Parco, che il Comitato ritiene debba essere decisa dalla cittadinanza tutta e della quale i suoi cittadini possano andarne fieri.
Un’area naturalistica estesa, ricca di primati e risorse, che diventi così l’indiscusso biglietto da visita della nostra città.
Nel suo intervento conclusivo il Sindaco ha evidenziato il valore che esperienze come quella del Comitato hanno per la città e recepito le indicazioni di massima sul parco venute dai cittadini: nessun intervento di cementificazione che trasformi il parco in un centro servizi, tutela del verde e della dimensione naturalistica, salvaguardia del suo carattere di bene pubblico.
Parole importanti, che, di fatto (seppur non ancora ufficialmente) sanciscono la fine del progetto Jessica.
Pur non accogliendo la richiesta del Comitato di sospendere la locazione della struttura centrale del Parco, che sembrerebbe destinata a un lounge bar, il primo cittadino ha comunque espresso la volontà dell’amministrazione di aprirsi ad un percorso di partecipazione che, sotto la supervisione del vicesindaco, arrivi a definire le linee guida di un progetto sul Parco, mettendo a disposizione una sede in cui si svolgeranno gli incontri.
Quanto questa idea di partecipazione si avvicini alla richiesta di una progettazione partecipata vera e propria avanzata dal Comitato lo si vedrà all’avvio del percorso.
Dal canto suo il Comitato riconosce in quest’apertura dell’amministrazione un’opportunità da cogliere, offrendo il proprio contributo e mettendo la propria esperienza a servizio di un metodo che sia realmente partecipativo.
Lo spiraglio che si è appena aperto in Consiglio va necessariamente allargato a tutti gli attori sociali da coinvolgere in questo percorso e che hanno un interesse rispetto al tema del Parco: cittadini, associazioni, commercianti etc. Solo così il risultato finale potrà essere davvero il Parco di tutti.
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